20 marzo 2016

GOING VEGAN #3: PENSARE CON LA PROPRIA TESTA!!

Nei primi due "episodi" ho raccontato quello che è stato il mio primo approccio verso un vivere vegan, ovvero la dieta, anche se essere vegan coinvolge tutti gli aspetti della vita quotidiana, e ancora di più della dieta è il fatto di avere a che fare con altre persone...per questo il post di oggi si intitola "PENSARE CON LA PROPRIA TESTA!!"

Io ad esempio adesso non riesco proprio più a mangiare prodotti non vegani perchè so cosa c'è dietro la produzione di uova e latte, e mi fa piuttosto schifo, ma la maggior parte della gente lo ignora. Purtroppo i vegani vengono ancora visti come i bacchettoni della situazione oppure per quelli che vogliono passare come saputelli ma effettivamente essere vegani significa essere molto più informati della gente comune. Il primo passo per diventare vegani è la volontà di conoscere, di sapere cosa sta dietro la lavorazione di un prodotto e di conseguenza la relativa condizione degli animali. La maggior parte delle persone non si chiede cosa accade negli allevamenti, non sa se il tale giubbotto che gli piace tanto sia fatto con pelo vero e di quale animale sia, non sa cosa succede ai pulcini nell'industria delle uova... insomma a certe domande non ci arriva proprio. Ma, quando qualcuno arriva a porsi certe domande allora scatta qualcosa, o almeno dovrebbe! Essere al corrente di certe situazioni rende liberi di scegliere, mentre se prendiamo per verità assoluta quella che ci è sempre stata detta, senza voler sapere nemmeno perchè, forse la realtà potrebbe essere diversa! Per questo bisogna avere il coraggio di pensare sempre con la propria testa!


LA LIBERTA' D'INFORMAZIONE E' ALLA BASE DEL VIVERE VEGAN, ANZI, E' ALLA BASE DI QUALSIASI CAMBIAMENTO E RIVOLUZIONE. 

Di fatti anche nel corso della storia un popolo informato ha sempre fatto paura...e non è un caso che la maggior parte degli attivisti vegani siano anche delle persone di grande intelletto, almeno per quello che ho potuto vedere e sentire finora. E non è un caso nemmeno che quelli più restii al mondo vegan siano o persone di generazioni passate che sono cresciuti con il mito della carne "che fa ferro" e che fa bene oppure con un Q.I. decisamente al di sotto della media e con cui non riesci davvero a fare un discorso logico, nel senso che non capiscono neanche che se non mangio animali vuol dire che non mangio neanche il pesce...cioè non ci arrivano proprio quindi i fatti parlano da sè...

Ad ogni modo, se sentite il desiderio e la volontà di diventare vegani informatevi, informatevi e informatevi, c'è veramente tanto da scoprire, nel bene e nel male purtroppo. Come ho già detto, prima di prendere questa decisione io ho passato tanti mesi a navigare su siti e community vegan, e continuo a farlo perchè è una cosa che ti apre la mente in una maniera eccezionale. E questo è un altro motivo per cui credo che i vegani siano ancora pochi: essere vegano significa avere una mentalità aperta, logica, mettersi in discussione, porsi domande a cui non bastano due risposte a caso (del tipo "abbiamo sempre fatto così" oppure "tutto fa bene nelle giuste quantità"), essere vegano significa provare empatia per ogni essere vivente, dare valore ad ogni vita e desiderare giustizia per ognuna di queste.


Riassumendo, non stancatevi mai di cercare l'informazione vera, quella che difficilmente potrete trovare seguendo i principali mass media, differenziatevi dalle masse di pecoroni che prendono per vero qualunque cosa gli venga propinata... non lasciatevi influenzare ed abbiate il coraggio di ragionare con la vostra testa!

Chiudo con una bellissima citazione di Efim Tarlapan:

"Se sei libero sei tu che crei il mondo; se non sei libero il mondo crea te!"




24 gennaio 2016

Going Vegan #2: Come diventare vegani?

Se in voi è già scattato il campanello d'allarme, o meglio, se la vostra coscienza vi ha portato a realizzare che mangiare animali non è nè giusto nè indispensabile, avrete anche iniziato a chiedervi come approcciarvi ad una dieta vegetariana!

Io credo che non esista un metodo universalmente valido perchè ognuno ha i propri tempi ma soprattutto sono davvero tante le cose da sapere e da comprendere per arrivare ad una dieta completamente vegana. C'è di chi punto in bianco elimina qualsiasi tipo di carne e derivato animale mentre altri procedono per gradi, come è stato per me.

Essendo nata e cresciuta in una zona dove salumi e insaccati regnano sovrani (più precisamente Parma & Piacenza) li ho mangiati per tanto tempo, perchè la cultura e la tradizione locale a tavola si basa su questi alimenti. Dal momento in cui ho iniziato a pormi qualche domanda in più, ad informarmi sugli allevamenti, sulla macellazione e su tutto ciò che sta dietro al semplice piatto in tavola, la mia mentalità è cambiata e ho diminuito sempre più il consumo di carne rossa e derivati, fino ad eliminarla del tutto e non forzatamente, ma in modo completamente naturale perchè non sono più riuscita a mangiarne senza pensare all'essere vivente che è morto per fare quel pezzo di salume, con conseguente sensazione di ribrezzo e repulsione (come la cara Lisa Simpson <3).


Il passo successivo è stato quello di eliminare anche la carne bianca, di cui invece mi ero sempre cibata volentieri perchè mi piaceva il gusto. Ma anche qui si tratta dello stesso discorso di uguaglianza e libertà. Non c'è nulla di diverso tra un allevamento di bovini ed uno di polli, lo sfruttamento è lo stesso, la morte è la stessa e le finalità sono le stesse. Perchè le galline devono essere considerate meno meritevoli di vita rispetto ad altri animali?? E anche qui vedere e sapere cosa c'è negli allevamenti mi ha fatto proprio aprire gli occhi...gabbie minuscole, animali senza neanche la minima libertà di movimento...per che cosa? Per avere un pollo allo spiedo in tavola la domenica? Anche no grazie...

E dopo 5 mesi senza mangiare carne, ho smesso anche di mangiare pesce, per le stesse motivazioni. Riguardo al pesce c'è ancora molta moooooolta confusione, perchè certe persone si reputano vegetariane ma mangiano anche pesce e forse proprio per questo, di rimando, altre persone pensano che i vegetariani non mangino la carne ma il pesce sì. Ora, sarebbe un discorso lungo da affrontare ma fondamentalmente tutto sta nella motivazione per cui uno non mangia carne: etica o salutistica. (Che poi comunque anche mangiare il pesce non è più così salutare ormai, tra mercurio e altre schifezze negli oceani...) Ma a prescindere dalle motivazioni basta una semplice riflessione: un vegetariano non mangia animali -> il pesce è un animale -> un vegetariano non mangia pesce. Ah, logica, questa sconosciuta!!

Aggiungiamo anche il fatto che la pesca vede situazioni paragonabili a quelle di allevamenti e mattatoi: migliaia di animali prelevati dal loro habitat naturale per essere o ammazzati subito o allevati per essere uccisi in un secondo momento. L'unica differenza è che i pesci non gridano e non urlano quando vengono ammazzati, ma non per questo non provano dolore. La sofferenza è uguale per tutti, uomo, cane, maiale, mucca, pesce, e qualsiasi altro essere vivente.


Così sono arrivata gradualmente a mangiare vegetariano ma non mi sarebbe mai bastato essere solamente vegetariana. Infatti mentre mi documentavo sullo sfruttamento animale per allevamenti e macelli, avevo già visto anche cosa stava dietro l'industria delle uova, del latte e derivati... un orrore. Il passo successivo sarebbe stato quello di eliminare uova e latte, cosa che a me non è risultata particolarmente difficile perchè non ne ho mai mangiato/bevuto in grandi quantità.

Il problema è con i derivati di latte e uova, che sono praticamente e letteralmente dappertutto! Ho smesso di mangiare uova, latte e formaggi in primis, e poi a sostituire tutto ciò che era fatto con latte vaccino utilizzando latte di soia e altre tipologie di latte vegetale, che già consumavo e di cui ho sempre apprezzato il sapore molto più di quello del latte animale! Ho scoperto che le uova e il formaggio non sono indispensabili per fare dei buoni burger con verdure e nemmeno per condire un piatto di pasta, e sono tremendamente orgogliosa del fatto che da un mese a questa parte la mia dieta è completamente vegana.

Arrivare ad una dieta vegana era un obiettivo che sembrava lontano anche a me che fino ad un anno fa mangiavo ancora carne nonostante stessi iniziando ad aprire gli occhi e la mente; cioè pensavo che ci avrei messo molto ma molto più tempo per diventare vegana ma così non è stato, perchè una volta che prendi veramente coscienza nei confronti della realtà, il cambiamento avviene in modo più naturale e spesso anche più velocemente.

Come ho detto prima, non credo che esista un modo più giusto di un altro per arrivare al veganismo, l'importante è rispettare le tempistiche dettate dal nostro corpo perchè dopo anni e anni di alimentazione a base di carne, uova, latte e derivati, l'organismo si deve abituare ai nuovi nutrienti e ai nuovi gusti. Dopodichè, non tornerete più indietro ;)

E' da poco che sono diventata completamente vegana ma ne sento già i benefici, innanzitutto perchè mi sento bene con me stessa dato che la mia scelta alimentare (e non solo) non causa danni a nessun essere vivente ma anche perchè ho più energie, mi sono ammalata di meno (già essendo solo vegetariana) e sono più carica rispetto a quando avevo una dieta onnivora, ennesima prova del fatto che è meglio una dieta vegana non solo da un punto di vista etico ma anche per la salute.

Questa è stata l'esperienza che ho vissuto sulla mia pelle e spero che possa essere d'aiuto a chi si sta avvicinando al mondo vegan! Ribadisco, il percorso non è uguale per tutti ma l'importante è prendere coscienza e capire che una vita vegan non solo è possibile ma anche raccomandabile! Per gli animali, per l'ambiente e per noi stessi!

Qui sotto lascio alcuni link ai siti che mi sono stati più utili per diventare vegan!

VegFacile - una guida passo passo per aprire gli occhi e passare al vegetariano/vegano
Green Me - sito per amanti di natura, ambiente e animali
Agire Ora -  link dove poter scaricare libri gratuiti sul mondo vegan, tematica del sito stesso (che è anche dedicato in particolare all'attivismo)

E se a qualcuno va di condividere la propria esperienza, questo è il posto giusto ;)



6 gennaio 2016

NEW YEAR'S RESOLUTIONS!!

Buondì e buon anno a tutte le anime animaliste che leggono :)

Anche se in realtà è già il giorno della Befana, qualche riflessione sul nuovo anno devo ancora farla... e l'unica di vera importanza che mi sento di fare è che se il 2015 è stato per me l'anno della transizione, perchè sono diventata vegetariana a tutti gli effetti, il mio 2016 sarà senza dubbio VEGAN!!

Sono sempre più vicina ad una vita completamente vegan, il che ormai mi viene naturale perchè so tantissime cose in più riguardo allevamenti, sfruttamento, alimentazione salutare e completa, e perchè mi sento sempre più vicina agli animali.


Ma oltre a questo, sento di poter fare ancora di più, soprattutto perchè nel corso di questo 2015 sento in qualche modo di aver fatto la differenza: altre due persone vicine a me sono diventate vegetariane, ed una vi si sta seriamente avvicinando, ed è bastato che ascoltassero quello che avevo da dire sull'argomento un poco per volta, giorno per giorno, fino a comprendere la realtà e sentire che il mio ideale era anche il loro ideale.

Quindi mi sono detta "perchè non iniziare a fare attivismo?" anche se in realtà è comunque ciò che ho fatto finora :)

Sto pensando però a qualcosa di ancora più concreto, come poter fare parte di organizzazioni no profit che fanno davvero tanto per migliorare le condizioni in cui vivono gli animali e qui in Italia mi riferisco ad esempio ad Animal Equality ed Essere Animali, alla LAV oppure all'ENPA. E se basta poco per diventare socio sostenitore, sarebbe ancora più bello prendere parte a qualche evento, manifestazione oppure un banco informazioni per coinvolgere le persone, fargli aprire gli occhi ed informarle veramente su ciò che accade agli animali.



A volte penso che sia un impegno troppo grande per me, che in realtà ne so ancora poco e non so se sarei in grado di rispondere al meglio, far capire le mie motivazioni e trasmetterle alle persone... Ma non è forse attivismo anche quello che facciamo tutti i giorni con le persone che abbiamo vicino?? Penso proprio di si, ed è anche la forma di attivismo più potente ed importante, quella da attuare tutti i giorni della nostra vita, ovunque siamo, perchè tra tutte quelle persone con paraocchi e paraorecchie, qualcuno si sveglierà e verrà a chiedervi maggiori informazioni, inizierà ad aprire gli occhi e a chiedersi perchè, iniziando lo stesso nostro percorso.
Quindi non è nè un impegno troppo grande, nè energia sprecata. MAI.

Cosa dire di più...questi sono gli unici due buoni propositi che caratterizzeranno il mio 2016, essere un'attivista vegana. Perchè quello che sto facendo non mi basta, so che posso fare molto di più e voglio che molte più persone sappiano la verità e facciano una scelta di giustizia e libertà.

Detto ciò, auguro a tutti un felice anno nuovo, che possa essere l'anno della svolta per chi ancora non l'ha avuta, e che sia un anno ricco di situazioni positive e miglioramenti per tutti i vegani, attivisti e non, e naturalmente per tutti gli animali!!

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ENGLISH TEXT


NEW YEAR'S RESOLUTIONS!!

Good morning and Happy New Year to all the AnimAnimalistas (in english it would be something like Animalist Soul) reading :)

Even though it's already the day of the Epiphany, I still have to do a few thoughts about the new year ... and the only one really important that I'd like to make is that if 2015 had been a year of transition for me (because I became vegetarian) my 2016 will be VEGAN with no doubt!!

I'm getting closer to a vegan lifestyle, which now comes naturally to me because I know many more things about farming, exploitation, healthy and complete eating, and because I feel closer to animals.



But beyond that, I feel I can do more, especially because I feel that  somehow during this 2015 I made a difference: two other people close to me have become vegetarian, and one another is a seriously approaching, and this happened beacuse they listen to what I had to say little by little, day by day, and they started to face reality and feel that my ideal was their ideal too.

So I said "what about doing activism?" although in reality it is still what I have done so far :)

I'm just thinking about something more concrete, how to be part of non-profit organizations that do so much to improve the conditions in which animals live here in Italy and I am referring for example to Animal Equality and Essere Animali, LAV or ENPA (an italian onlus similar to PETA) . And if it doesn't take much to become a supporting member, it would be even nicer to take part in some events or desks to spread awareness through people, make them open their eyes and really inform them about what happens to animals.


Sometimes I think it could be a task too much hard for me, that actually I still do not know if I would be able to speak in the right way ... But that's not very different from what I'm doing every day with people close to me! And I think that this is also the most powerful and important form of activism, the one we practice every day of our lives, wherever we are, because among all those people with blinders and earmuffs, someone will wake up and will ask for more information, someone will begin to open his eyes and wonder why, beginning our same path.

So it is neither a hard task, nor wasted energy. NEVER.

What's more ... these are the only two good resolutions that will characterize my 2016, be a vegan activist. Because what I'm doing is not enough, I feel I can do much more and I want more people to know the truth and make a choice to justice and freedom.

That's all, I wish everyone a happy new year, may this be a year of change for those who haven't already gone vegan, and a year full of positive situations and improvements for all vegans, animalists, activists and of course for all animals!!

28 dicembre 2015

Going Vegan #1: i primi passi verso la filosofia vegan!

In questa sezione ho deciso di mettere per iscritto e condividere il mio percorso verso l'alimentazione e lo stile di vita vegan! Non potendo partire proprio dalle origini, in questo primo "episodio" mi limiterò a descrivere i primissimi passi che ho fatto verso la filosofia vegan.



Premettendo che non sono mai stata una gran mangiatrice di carne, fin da piccola ho avuto un grande interesse per tutto ciò che riguardava animali e ambiente. Mi ritengo estremamente fortunata per questo, ma credo anche che la stragrande maggioranza dei bambini abbia questa sensibilità, che poi va scemando mentre si cresce e viene sopraffatta da abitudini culturali...ma questo è un altro discorso!

Sta di fatto che in famiglia è quasi sempre stata una battaglia farmi mandare giù un pezzo di carne, soprattutto perchè nonostante le insistenti richieste non ho MAI voluto mangiare pezzi di animali che mi piacevano tantissimo come ad esempio coniglio, cavallo e capriolo...però mangiavo pollo, affettati e derivati della carne (riguardo al pesce, ne parlerò meglio nel prossimo post)... Finchè qualche anno fa (non ricordo esattamente come e quando, ma comunque attorno ai 22 anni - ora ne ho 25) ho iniziato ad interessarmi seriamente alle situazioni in cui vivono gli animali, ho fatto tante ricerche e mi sono documentata soprattutto sul web, ho iniziato a riflettere e ad aprire gli occhi.

La domanda quindi mi è sorta spontanea: Perchè il cavallo no ma il maiale sì? Perchè il coniglio no ma il pollo sì? Il cavallo e il coniglio sono più belli e considerati più da compagnia, quindi non voglio che diventino cibo...ma il maiale ed il pollo sono forse contenti di diventarlo? Non provano la stessa sofferenza che proverebbero anche gli animali "belli"? Non sono forse tutti esseri viventi??

Ecco, quando capisci che per avere il tuo cibo in tavola causi morte e sofferenza, che è anche a causa tua se qualche essere perderà la vita, lì avviene il cambiamento. E se non avviene, credo che ci sia qualcosa che non va nell'interiorità della persona. Quando si scopre questa verità, non credo che si possa tornare indietro... come puoi magiare qualcosa di morto, qualcosa che una volta era QUALCUNO? Qualcuno che non era per niente diverso dal tuo cane, dal tuo gatto, da qualsiasi animale domestico ma non solo... Per niente diverso da te.

Basta un po' di empatia o semplicemente riflettere su questo:

SIAMO TUTTI ESSERI VIVENTI E TUTTI DESIDERIAMO UN'UNICA COSA: VIVERE IN LIBERTA'.


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ENGLISH TEXT

GOING VEGAN #1: THE FIRST STEPS TOWARDS VEGAN PHILOSOPHY!


In this section I decided to write about my path towards a vegan lifestyle and share it with everybody who is interested in taking the same choice! I'm not really able to start right from the beginning (because it's been a very long time since I started to think about it) but in this first "episode" I will describe the first few steps I took to go nearer a vegan philosophy.

Actually I've never been a great meat-eater, even as a child I was very interested in everything about animals and the environment. I consider myself very lucky for that, but I also believe that the vast majority of children have this sensitivity, which then fades as they grow and that is overwhelmed by cultural habits ... but that's another story!

The fact is that for my parents has always been a battle to make me eat a piece of meat, especially because despite repeated requests I NEVER wanted to eat pieces of animals that I liked a lot like rabbit, horse and deer ... but I ate chicken, fish and other meat products ... Until a few years ago (can not remember exactly how and when, but still around 22 years - now I'm 25) I begun to be seriously concerned about the situations in which animals live, I did a lot of researchs and I documented especially on the web, so I began to reflect and to open my eyes.

The question then arose spontaneously in me: Why do I have to say no to a horse's flesh but I'm saying yes to a pig's flesh? Why I don't want to eat rabbit but I do eat a chicken? A horse and a rabbit are maybe considered more beautiful, so I don't want them to become food ... but a pig and a chicken are perhaps happy to become food? They feel the same suffering that all animals feel... Aren't they all living beings ??

When you realize that your food causes death and suffering, that is also due to your decisions if some creatures lose their lives, there starts the change. And if not, I think there is something wrong in that person's mind. When you discover the truth, I don't think that you can go back ... how can you introduce in your body something dead, something that once was SOMEONE? Someone who was not at all different from your dog, from your cat, by any pet you could love ... Not even different from yourself.

Now I just believe in one thing:
WE ARE ALL LIVING BEINGS AND WE ALL WANT ONE THING: TO LIVE IN FREEDOM.


28 luglio 2015

LA STRAGE DI DELFINI NELLE ISOLE FAR OER

Chi di voi segue alcune pagine animaliste/ecologiste avrà certamente notato che negli ultimi giorni girano forti immagini e video riguardo la strage di delfini globicefali avvenuta nelle Isole Far Oer. 


Di queste foto e video ciò che rimane impresso e che, se siete un minimo sensibili, fa inorridire, è l'acqua marina completamente intrisa del sangue dei cetacei e il fatto che al massacro siano presenti ragazzini che sembrano giocare e divertirsi sulle carcasse degli animali.


Personalmente non mi vergogno a dire che la prima volta che ho visto il video mi sono messa a piangere, in parte per il nervoso e l'impotenza di fronte a queste bestialità, in parte perchè alcune immagini sono davvero forti, e credo che qualsiasi amante degli animali possa capirmi.


Oggi ho avuto un po' di tempo per informarmi meglio sulla questione, sì perchè noi "veganimalari" (citazione presa da tutte quelle persone che ci credono dei matti) non facciamo disinformazione, anzi, spesso e volentieri siamo informati molto bene su tali questioni e aggiungerei che è per questo motivo che abbiamo fatto la nostra scelta di vita veg.

Comunque, bando alle ciance... vorrei cercare di fare chiarezza su un paio di cose... 
Ho letto su alcuni siti web che la suddetta strage di delfini in Danimarca viene definita una bufala...così ho voluto approfondire... ma sostanzialmente si tratta solo di titoli per ottenere più visibilità perchè le informazioni utili sono ben poche e a dirla tutta poco veritiere.

Questi articoli partono dicendo che sui social sta girando una catena per scrivere al governo danese incitandolo a prendere provvedimenti riguardo la strage di delfini delle Far Oer. Premesso che io seguo tante (ma davvero tante) pagine ambientaliste sui social e non ho ancora visto questo appello, ma non metto in dubbio il fatto che possa esserci un post con informazioni ambigue, mi fermerei a riflettere su alcune affermazioni che ho letto in questi articoli:

1 - Le Isole Far Oer hanno un governo autonomo rispetto alla Danimarca;
2 - La caccia ai cetacei viene "giustificata" perchè praticata per sostentamento nonchè vera e propria tradizione culturale;
3 - I globicefali non sono una specie in via di estinzione;
4 - Gli animali muoiono nel giro di 30 secondi causando loro meno sofferenza possibile.

Ora...

1 - E' vero che le Far Oer hanno un governo interno autonomo rispetto alla Danimarca e la responsabilità di questa strage non dipende unicamente dai danesi, ma riporto un commento trovato sul web e che condivido pienamente:
"sì (è un territorio autonomo), ma è anche danese. Se le isole Far Oer venissero colpite da un cataclisma, la Marina danese accorrerebbe in un batter d'occhio. Cosa c'é?! Devono accorrere quando l'indipendente arcipelago è in crisi, e non possono vietare (o per lo meno farsi sentire, aggiungo io) questo massacro?"

Inoltre riporto anche le parole (relative però alla strage dello scorso anno) dello stesso capitano Paul Watson, di Sea Sheperd, che ogni anno si attiva per contrastare la mattanza: 

"Per anni la Danimarca ha detto che il Protettorato Danese delle Isole Faroe era fuori dal proprio controllo e, pertanto, di non poter fare nulla per fermare l’orrenda pratica del massacro di globicefali e delfini. Questa settimana si è brutalmente palesata la verità sul sostegno da parte della Danimarca alla Grindadráp (traduzione = “Omicidio di cetaceo”). Forze speciali della polizia e della marina danese sono giunte nelle Isole Faroe per garantire ai feroesi la possibilità di svolgere il loro tradizionale rito di uccisione di cetacei. Questo in risposta alla più vasta ed efficace campagna mai lanciata da Sea Shepherd – Operazione Grind Stop 2014 – volta a fermare il sanguinoso massacro di globicefali perpetrato dai feroesi, che lo scorso anno è costato la vita a 1.104 esemplari. Sea Shepherd ha a disposizione 500 volontari e sei barche per portare avanti l’opposizione al massacro durante questa estate. Attualmente sono 70 i volontari presenti sulle isole.

E’ incredibile. Un piccolo gruppo di volontari disarmati, non violenti, mossi dalla compassione, provenienti da tutto il mondo, guidati da due donne dinamiche come Lamya Essemali, francese, e Rosie Kunneke, sudafricana, hanno scatenato un’enorme reazione di proporzioni comiche. La Marina e la polizia danesi stanno spendendo una grande quantità di denaro e sono pronte a usare la violenza contro persone pacifiche e compassionevoli per difendere un massacro di cetacei, severamente vietato dall’Unione Europea, della quale la Danimarca è membro. Finalmente, adesso possiamo guardare in faccia la verità, e cioè che il governo della Danimarca appoggia pienamente il massacro dei globicefali e dei delfini ed è pronto a dimostrare tale sostegno con la violenza."
Non saprei cos'altro aggiungere a riguardo.


2 - Mi sembra ovvio che le Isole Far Oer non abbiano una fiorente agricoltura come quella  mediterranea, ma dubito anche che la loro sopravvivenza, ad oggi, dipenda dalla carne di globicefali, che è oltretutto imbottita di mercurio e perciò viene sconsigliato assumerla più di 1-2 volte a settimana. Anni fa, FORSE ci poteva stare il discorso del sostentamento, ma al giorno d'oggi non credo proprio. 

Il problema di fondo è che si tratta di una tradizione ormai divenuta fenomeno sociale, a cui la popolazione prende parte come se fosse una qualsiasi festa, a mio parere quasi inconsciamente perchè se fin da bambini si vede ogni anno un obbrobrio del genere si è portati a pensare che sia un fatto normale, quando normale non lo è per niente!!

3 - E' vero non saranno una specie in via d'estinzione, ma i globicefali sono una specie protetta e ci sarà un motivo. Perchè gli abitanti delle Far Oer ne uccidono quasi un migliaio ogni anno senza poter essere puniti in qualche modo?? Perchè sono fuori dall'Unione Europea (che comunque potrebbe far di più in ambito di caccia alle balene-vedi punto 4), ok, ma agiscono comunque in queste acque!! 

E poi, no riesco a capire la logica... perchè vogliono restare fuori dall'UE ma hanno aderito al trattato di Schengen, quello che permette la libera circolazione tra i Paesi aderenti?? E perchè hanno un notevole sostegno economico annuale dalla Danimarca dal lontano 1948, nonostante  da quel momento abbiano deciso per la propria indipendenza? Io ne capisco ben poco di politica ma mi sembra che ci sia qualcosa di strano e molto poco coerente in tutto ciò. 

Ah, e dimenticavo, anche se la specie non è in via di estinzione è comunque vietato cacciare le femmine incinte o con i cuccioli, altrimenti la specie va a ramengo, non ci vuole un genio per capirlo.



4 - Oooooooh ed ecco il bello... Si afferma che i globicefali vengano uccisi nel modo più veloce e indolore possibile. Quanto mi fa pena questa giustificazione. Certo la sensazione del sentirsi tranciare la spina dorsale non deve durare a lungo ma secondo me sono ben pochi i delfini morti nel giro di 30 secondi, a giudicare dalla quantità di sangue riversatosi in mare. E ceeeerto, degli uomini in acqua con cetacei che si muovono hanno la mano molto ferma e riescono subito a dare un colpo netto ed indolore. Ma anche se fosse è un orrore ingiustificabile. 

Saranno cose sentite e risentite, ma i cetacei sono animali intelligenti, molto intelligenti, e credo che capiscano cosa sta per succedere, così come gli animali portati al macello capiscono che fine stiano per fare. A proposito, ho visto commenti in giro del tipo "non è diversa dalle stragi quotidiane di animali da allevamento come maiali, mucche, polli ecc..." ed è vero, assolutamente vero. La gravità dell'azione agli occhi di un animalista è praticamente uguale, quello che personalmente mi fa inca**are di più è che la legge stessa dell'UE che dovrebbe proteggere questi animali non sia poi tanto efficace. Ebbene, è vietata la caccia a fini commerciali, ma è ammessa "la caccia aborigena di sostentamento". 
Caccia aborigena di sostentamento. 
Caccia aborigena di sostentamento. 
Boh, non so, solo io trovo assurda questa frase? Ripeto che secondo me, al giorno d'oggi, il modo di cibarsi senza fare tali stragi c'è. Anche se fosse a prezzo più alto a causa dell'importazione o che so io. Ma c'è, non venitemi a contare balle. 

Io non credo che organizzazioni come Greenpreace e Sea Sheperd abbiano tempo ed energie da perdere per cercare di fermare un evento del genere senza sapere tutto, dal punto di vista culturale, politico e ambientale. Non so come spiegarmi, ciò che intendo è che se gli ambientalisti ed animalisti si indignano di fronte a ciò, un motivo c'è. Anzi, più di uno. Perciò smettiamola di raccontare panzane e diciamola tutta. 

Quello delle Isole Far Oer è un massacro che si potrebbe evitare. 

Purtroppo, come per molte altre cose entrano in gioco interessi politici, eccetera eccetera, per cui la strada è ancora bella lunga, ma spero che un giorno si riuscirà a fermare lo scempio di globicefali, che comunque è solo uno dei tanti olocausti animali compiuti dall'uomo. 

E chi afferma che si tratta di una bufala, dovrebbe informarsi meglio invece che puntare il dito dicendo che la disinformazione viene fatta dagli animalisti. 

Mi scuso per le immagini forti, ma questo è quanto.

Per chi volesse informarsi di più a riguardo, lascio un paio di link che ho trovato molto utili:





28 maggio 2015

Il circo con gli animali: cosa ne penso!!

Pochi giorni fa mi è capitato di vedere in giro dei manifesti che pubblicizzavano l'arrivo del circo con gli animali, così colgo l'occasione per parlarne un po' qui sul blog...


Fondamentalmente non ho nulla contro l'arte circense, anzi, trovo che sia affascinante e ammiro giocolieri/trapezisti e i vari personaggi che fanno numeri straordinari. Questo per quanto riguarda la pura arte circense esercitata dall'uomo e dalle sue capacità, mentre tutt'altra cosa è il circo con gli animali. Ecco, quello non lo posso sopportare, e non solo da quando ho realizzato di essere animalista ma da ben più tempo. In fin dei conti si tratta semplicemente di logica, e basta rifletterci un attimo: è bello e divertente vedere degli animali, per lo più selvatici, che fanno gli sporchi comodi degli ammaestratori??
E' bello vedere l'uso della violenza con fruste, bastoni, e altri aggeggi per incutere timore?
E cosa c'è di spettacolare in un felino che salta su uno sgabello e oltrepassa un cerchio di fuoco?? Boh, io non ci vedo nulla di artistico o di divertente.

Ah dimenticavo... i circhi più famosi e belli del mondo sono senza animali (vedi Cirque du Soleil), in questi casi sì che il circo è VERA ARTE!!



Negli altri casi, a rimetterci sono gli animali. Perchè il problema, secondo me, per tutto ciò che riguarda lo sfruttamento animale, è che usiamo un po' troppo poco la testa; se solo stessimo un attimo in più a riflettere sulla vita che fanno gli animali del circo, forse non saremmo poi così contenti di andarci.

Provate semplicemente ad immedesimarvi in uno qualsiasi di questi animali: stare rinchiusi per il 90% del vostro tempo in una gabbia dalle dimensioni irrisorie, essere sottoposti ad addestramenti che nella maggior parte dei casi prevedono l'utilizzo della violenza con frustate e bastonate, oppure che rimaniate senza cibo solo perchè non avete fatto quello che l'addestratore vi ha detto fare. Lontani dal vostro habitat naturale, senza poter sfogare i proprio istinti naturali e per di più dover esibirvi di fronte ad un pubblico con rumori frastornanti, luci e musica che non possono fare altro che spaesarvi.

Ma voi sareste contenti?!?!



Sinceramente quando capitano gli incidenti del tipo "leone/tigre aggredisce domatore" io sto dalla parte dell'animale e non me ne frega proprio niente dell'uomo, perchè se mi tratti in quel modo anch'io alla prima occasione utile ti faccio un c**o così, mi sembra abbastanza comprensibile no??

Costringere qualcuno, sia esso animale o essere umano, a fare qualcosa contro la sua volontà e con la violenza è una cosa tremenda e che non riesco a concepire, per me la libertà viene prima di tutto. Ed è proprio la LIBERTA' che è stata tolta a tutti questi animali, leoni, tigri, elefanti, foche, orsi, ma anche altri che potrebbero sembrare meno sofferenti ad una vita del genere, come cammelli o cavalli. Provo una tristezza infinita quando vedo l'accampamento del circo e nelle vicinanze anche le gabbie con gli animali, spero veramente che prima o poi questo stupido spettacolo non piaccia più a nessuno.


E I BAMBINI??

Non si divertono al circo?

Sono rimasta davvero di stucco quando la bambina a cui facevo da babysitter, parlando appunto del circo che sarebbe arrivato in paese, ha avuto una sensibilità che dovrebbe far riflettere tutti gli adulti. Una sua amichetta a scuola le aveva chiesto di andare al circo assieme a lei e alla madre, ed inizialmente lei aveva acconsentito. Poi al pomeriggio, mentre stava con me è esordita dicendo: "Io vorrei andare al circo, ma mi dispiace per gli animali, non voglio che soffrano!"
Mi sono letteralmente sciolta a sentire pronunciare parole del genere da una bimba di 7 anni!!
Questo per dimostrare quanto sia importante pensare sempre con la propria testa e non farsi influenzare da ciò che fanno gli altri... Alla fine non ci è voluta andare al circo, e devo dire che questo episodio, pur piccolo che sia, mi ha fatto avere un po' più di speranza per un futuro migliore per gli animali!!



Io credo di essere andata al circo una sola volta in vita mia e mi ricordo ben poco, quindi dovevo essere piuttosto piccola, ho solo una vaga immagine delle tigri (da sempre uno dei miei animali preferiti) che entravano in scena... Quello che in sostanza voglio dire, è che ai bambini sì, piacciono gli animali, e se manifestano la voglia di andare al circo credo sia per vedere gli animali selvatici, ma non è proprio questo il modo giusto, (nè tantomeno lo zoo). Spiegategli piuttosto che leoni, elefanti, ecc. vivono lontano da qui, e soprattutto che stanno bene là dove sono, perchè sono LIBERI. Per far conoscere ai bambini gli animali esistono i parchi naturali e strutture che li rispettano veramente, quindi l'ideale sarebbe educarli nel rispetto di tutte le specie animali e nella consapevolezza che sia meglio rinunciare a voler vedere il proprio animale preferito se per farlo vai a  finanziare una pratica indubbiamente dannosa per l'animale stesso.


Ho cercato di non dilungarmi perchè ne avrei ancora da dire, soprattutto sulle condizioni degli animali detenuti nei circhi... per chi volesse approfondire l'argomento lascio qualche utile link della LAV e del network di AgireOra!!

http://www.lav.it/cosa-facciamo/animali-e-spettacoli/circhi

http://www.agireora.org/circhi/

Fortunatamente qualcosa sta cambiando e alcuni Paesi Europei hanno vietato l'impiego di animali nei circhi ed altri hanno messo delle restrizioni per cercare di tutelarli... speriamo che si possa procedere per fare ancora molto di più!!


E voi cosa ne pensate del circo con gli animali? Siete pro? Siete contro? Fatemi sapere, mi piacerebbe sentire le vostre opinioni!!

4 maggio 2015

Essere Animalisti oggi


Siccome ho deciso di ricominciare con il blog, mi sembra una buona idea scrivere di come, quando e perché ho deciso di intraprendere questo “viaggio”!

Il mio amore per gli animali ha avuto inizio quando ero decisamente molto piccola, infatti come è per molti bambini, amavo tantissimo gli animali e i miei giochi, più che Barbie e bambolotti vari, erano costituiti al 90% da vari animali plasticosi con cui mi divertivo un sacco!! Per intenderci, qualcosa del genere:



Diversamente però da quanto accade per molti, nel corso degli anni non ho abbandonato questa passione, anzi è cresciuta sempre di più! E con essa anche la consapevolezza di non voler causare alcun danno a nessun animale… e anche se molti storcevano il naso alla mia riluttanza a mangiare alcuni tipi di carne (il che a volte è stata una vera battaglia in casa!!) non sono mai riusciti a farmi cambiare idea, anche se la decisione di passare ad essere veramente vegetariana l’ho maturata solamente nell’ultimo anno.

Ammetto di non esserlo ancora al 100% perché sto procedendo per gradi, ma in futuro punto a diventare vegana, perché dopo essermi documentata bene a riguardo mi fa solo ribrezzo pensare a tutte le sofferenze che anche un’alimentazione con uova e latticini provocano agli animali, e non me ne può fregare di meno se la maggior parte della gente mi riterrà un’estremista o una pazza. E’ la verità, e bisognerebbe documentarsi bene a proposito, punto e basta.

Il problema è che essere animalisti oggi è considerato appunto come una sorta di estremismo, quasi come se fossimo dei fanatici religiosi … Non è niente di tutto ciò e purtroppo i pregiudizi sono tanti, non solo nei confronti degli animali ma anche dei loro amanti. Premetto che io non voglio convertire nessuno a diventare vegetariano/vegano/animalista, perché è una decisione che ognuno deve prendere in completa autonomia e soprattutto deve essere sentita e fortemente voluta. Ciò che vorrei fare invece è diffondere maggiore consapevolezza sul mondo degli animali e della natura, perché spesso quello che viene proposto dai media è solo una piccolissima parte della realtà, e nel mio piccolo spero di poter aiutare tutti coloro che si affidano al web per saperne qualcosa di più.



Nei primi post del blog ho semplicemente riportato delle informazioni, forse in modo troppo tecnico, per questo ho deciso di prendermi del tempo per capire come reimpostarlo e offrire il massimo dalla mia esperienza. Ora ho scelto di prendere una via più confidenziale, fresca e personale, perché altrimenti sarei stata annoverata solo come l’ennesima animalista bacchettona!! XD

Che poi… il termine animalista a volte viene usato in accezione negativa, proprio perché alcuni (evito di aggiungere aggettivi per mantenere il quieto vivere) lo ritengono, come dicevo prima, un estremismo, ma a dirla tutta la definizione di animalismo è la seguente: 

"posizione di chi ritiene che vada accresciuta la tutela giuridica ed etica nei confronti delle specie animali differenti dall’uomo" (by Wikipedia) 

Ergo = non vedo come possa essere vista in modo negativo, dipende sempre dall’apertura mentale del singolo individuo, e qui si aprirebbe una parentesi grossa non come una casa ma come l’Empire State Building, soprattutto per quanto riguarda l’Italia, ma va bè, ne parleremo un’altra volta!!



In conclusione, amo gli animali e credo con tutta me stessa che vadano rispettati dal primo all’ultimo, poi ognuno è libero di fare le sue scelte e non sarò certo io a condannare nessuno per il proprio stile di vita, ma mi piacerebbe anche che nessuno mi stressasse per il mio!! Certo sono tante le “complicazioni” che l’essere un vero animalista porta nella vita di tutti i giorni, ma nessuna di queste è irrisolvibile e soprattutto, se si è convinti delle proprie idee, nessun ostacolo è insormontabile!

Perciò, se volete seguire AnimAnimalista troverete tanti consigli per vivere quotidianamente senza nuocere a nessun essere vivente, scoprirete temi e informazioni interessanti sul mondo degli animali e della natura, o più semplicemente troverete una blogger 24enne che non ha timore ad esprimere la propria opinione e soprattutto che crede nella libertà di parola e nel confronto!


Vi lascio con una delle frasi del Mahatma Gandhi più famose al mondo e in cui mi ritrovo tantissimo:


Spero che abbiate gradito le mie parole e al prossimo post!! 

Ross

26 aprile 2015

I'm back!!

Ok è veramente da tanto tempo che non scrivo ed è ora di riprendere!!

Nell'ultimo anno sono stata piuttosto presa da altri progetti, sia online che nella vita reale, che mi hanno portata a tralasciare un po' AnimAnimalista, ma avendo maturato molta più esperienza nel campo del blogging ora sono pronta a ricominciare e dare il meglio!!

Tanto per darvi qualche accenno, ho creato nuove sezioni dove poter trovare foto, citazioni e news su associazioni ed eventi, che piano piano riempirò!

Perciò, amanti degli animali e della natura, stay tuned!!!




2 giugno 2014

8 AZIONI PER RIDURRE L'IMPATTO AMBIENTALE

Prendendo spunto da articoli provenienti dal sito del National Geographic, ho rielaborato informazioni interessanti che riguardano come le specie animali e vegetali stiano cercando di adattarsi al cambiamento climatico, spostandosi verso zone più settentrionali:
Le capacità di adattamento della natura sono sbalorditive, come dimostra il "semplice" fatto dell'evoluzione della specie, ma in questo caso si tratta anche di qualcosa di agghiacciante, perché se animali e piante non dovessero riuscire nella loro impresa le conseguenze sarebbero (inutile dirlo) disastrose.
CAPACITA' DI ADATTAMENTO!!
La domanda è sempre la stessa...Cosa si può fare per rimediare?

Anche le risposte sono quasi sempre le stesse, ma a quanto pare vengono ascoltate o messe in atto troppo poco. In sostanza, ormai lo sanno tutti, è necessario 


DIMINUIRE LE EMISSIONI  DI GAS SERRA.

E subito dopo  si pensa: "Più facile a dirsi che a farsi." 
Non è assolutamente vero, sarebbe sufficiente una minima dose di buona volontà. Ecco alcune delle rinomate azioni che aiuterebbero a rallentare la brutta situazione in cui stiamo cacciando l'ambiente. 

#1. utilizzare la bicicletta al posto della macchina se dobbiamo spostarci per un breve tragitto; 

#2. non contribuire alla politica dell'usa e getta, preferendo ad esempio tovaglioli i stoffa e bicchieri di vetro, risparmiando cosi tonnellate di plastica (che spesso e volentieri non viene nemmeno smaltita correttamente);

#3. eseguire quindi la raccolta differenziata: molti comuni italiani sono dotati anche della differenziata a domicilio, ma dove ciò non avviene ancora molti preferiscono gettare tutto nei classici bidoni dell'indifferenziato;

#4. preferire fonti di energia rinnovabile: molte società ormai fanno attenzione a proporre piani di fornitura energetica eco-compatibili, con energia derivante dal settore eolico e fotovoltaico;
FORESTE = VITA

#5. preferire un'alimentazione vegetariana, non solo perché fa bene alla salute, ma anche perché i consumi (in termine di emissioni CO2) sostenuti per l'industria del macello sono notevolmente maggiori rispetto a quelli della produzione di cereali o vegetali;

#6. evitare gli sprechi, imparando l'arte del riciclo che negli ultimi anni è diventata anche una specie di moda per arredare o creare oggettistica, ma anche risparmiando chiudendo acqua e spegnendo le luci nelle abitazioni quando non sono necessarie: se ponete attenzione a questi due aspetti vi accorgerete di quanta acqua e luce si spreca ogni giorno inconsapevolmente;

#7. acquistare frutta e verdura di stagione è un bene non solo perché risulta più buona e fresca, ma anche perché così alimentiamo le piccole realtà vicine a noi ed evitiamo trasporti dispendiosi o coltivazioni in serre riscaldate, anche quelle non economiche.

#8. comprare alla spina: nelle grandi città si stanno diffondendo dei punti vendita in cui è possibile acquistare i prodotti alla spina, ovvero senza confezione, un'ottima idea per risparmiare sul packaging spesso eccessivo di tanti prodotti. Inoltre freschezza e qualità del prodotto sono realmente tangibili al momento dell'acquisto.

Con questi suggerimenti spero di aver instillato in qualcuno una scintilla di coscienza, soprattutto perché se così non fosse la paura più grande è quella che un giorno, non poi tanto lontano, la Terra si riduca in questo stato...
RISCALDAMENTO GLOBALE

21 marzo 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE FORESTE!!!

Vorrei ricordare che oggi è stata la Giornata Internazionale delle Foreste, indetta dall'ONU a partire dall'anno scorso, per celebrare ed accrescere la consapevolezza dell’importanza delle foreste e degli alberi per la vita sulla terra. Lo sfruttamento del territorio e la deforestazione per le più svariate ragioni hanno lentamente distrutto buona parte delle aree verdi ed incontaminate della Terra, e non poi così tanto lentamente se ora bisogna agire in fretta per proteggerle il più possibile!

Ricordo infatti le campagne Greenpeace sempre attive, #Protect Paradise e #Stand for Forests, che si battono per far mantenere intatti quel che resta degli habitat di animali come la tigre di sumatra oppure la lince canadese, che senza foreste sarebbero spacciate, ma ovviamente non solo loro, ne va della salute di tutto il pianeta! Ma quanto ci metterà l'uomo a comprendere ciò?


9 marzo 2014

APPROVAZIONE DECRETO LEGISLATIVO ANTI-VIVISEZIONE: UN PASSO AVANTI?

La recente notizia dell'approvazione in Parlamento del decreto legislativo anti-vivisezione fa presumere di aver compiuto buoni passi avanti verso il rispetto e la tutela degli animali purtroppo utilizzati come cavie sperimentali, ma diversi aspetti del decreto restano ancora poco chiari.
Ma intanto vediamo quali attività risulteranno vietate in Italia con questo decreto: 

  • non si potranno più allevare cani, gatti e primati da laboratorio, e questo dovrebbe garantire un futuro in cui non ci saranno più situazioni orribili come quella dell'allevamento Green Hill;
  • effettuare esperimenti su scimmie antropomorfe (scimpanzè, oranghi, gorilla, gibboni, bonobo) ed esperimenti per la produzione e il controllo di materiale bellico;
  • effettuare esercitazioni su animali per didattica ad eccezione dei corsi universitari per la medicina veterinaria;
  • divieto agli esperimenti sugli animali con livello di dolore grave a partire dal 1 gennaio 2017;
  • vietati i test di droghe, alcool, tabacco e per trapianti di organi animali, ma solo dal 1° gennaio 2017 e previo riconoscimento di metodi alternativi,;
  • divieti di test su cani e gatti randagi e su animali resi afoni (altrimenti utilizzabili secondo la direttiva europea) .
Questo decreto pare essere per alcuni aspetti migliore della Direttiva Europea del 2010, come sottolineato dall'ultimo punto, di cui non è stato una fotocopia ma ha toccato punti essenziali, secondo la LAV.
Ma se alcuni divieti sono per lo meno basilari, e avrebbero dovuto essere attivi già da tempo (almeno quanto il divieto di sperimentazione per prodotti ad uso cosmetico), sono ancora tante le problematiche non affrontate nel modo dovuto da questo decreto.
STOP VIVISECTION

Ad esempio in base a cosa si stabilisce un livello di dolore grave su di un animale? Ebbene, in poche parole, se il dolore è inferiore ad una puntura, non rientra nei canoni, tutto il resto, sarà protetto dalla norma; a ben leggere, quasi tutto si potrà fare, poichè a quanto pare le iniezioni sono concesse.
Altro fatto che fa storcere il naso è semplicemente la terminologia adottata nel testo, in cui non si arriva mai a chiamare il soggetto con il suo nome, ovvero vivisettore, o nemmeno sperimentatore, ma diventa l'utilizzatore...forse un modo per far sembrare meno cruente le azioni che eseguono? 
Controversa poi la sezione riguardante l'uso di anestesia prima delle sperimentazioni, in quanto la LAV dichiara: "Per il non rispetto dell’articolo 13 della Legge-delega n.96 del 2013 riguardo all’obbligo di utilizzare animali solo in anestesia, diffideremo il Ministero della Salute e procederemo a denunciare tutte le autorizzazioni alla sperimentazione sugli animali che non rispetteranno il dettato, portando con la Magistratura i punti incompatibili del Decreto Legislativo fino alla Corte Costituzionale”.


D'altro canto saranno finalmente promossi e adottati metodi alternativi/sostitutivi alla vivisezione poiché vi sarà un fondo per il loro sviluppo, pari al 50 per cento del fondo di rotazione dello Stato. 
Le sanzioni per i trasgressori di questi divieti non potranno essere ignorate e saranno più severe ed efficaci.

STOP VIVISECTION
Lo sguardo terrorizzato di un piccolo innocente
Nella sola Italia sono circa 900mila gli animali uccisi per la scienza nera in 600 impianti capillarmente distribuiti su tutto il nostro Paese. Sempre restando in tema di numeri, ogni anno nel mondo sono 150 milioni gli animali allevati, utilizzati e uccisi per dati non trasferibili all'uomo, "alimentando una ricerca inutile e dannosa", commenta la biologa Michela Kuan, responsabile nazionale di LAV settore Vivisezione.

Per quanto riguarda coloro che ritengono la sperimentazione animale necessaria per ricercare una cura di malattie rare e terribili ecco riportata una parte del discorso di Michela Vittoria Brambilla: «Il caso Caterina Simonsen, la ragazza colpita da malattie rare che si dice a favore della sperimentazione animale e che aveva infuocato i media, è stato ben controbilanciato dal caso Penco, la biologa genovese affetta da sclerosi multipla, che ha deciso (ora assieme ad altri trenta colleghi) di donare gli organi post mortem per una ricerca scientifica che non si basi su fantasiosi modelli indotti su topi o cani, ma su organi umani che rappresentino realmente l'evoluzione dei processi patologici».

Inoltre dal rapporto Eurispes 2014 emerge che l’80% degli italiani è contrario alla vivisezione e che si schiera verso i metodi sostitutivi di ricerca. E allora continuiamo a parlarne in modo che questo decreto sia solo l'inizio del progresso.


Per concludere...

"La vivisezione sta alla scienza e alla medicina come l'astrologia sta all'astronomia" 
Tanis J.- Press Journal

STOP VIVISECTION

4 febbraio 2014

DETOX FASHION

Stasera vorrei parlarvi di un’altra campagna messa in atto da Greenpeace negli ultimi due anni per la salvaguardia di uomo e ambiente, perchè come ho già detto parlando di Save the Arctic, trovo che i media non divulghino abbastanza (o spesso per niente) l’importanza di questa associazione e delle campagne promosse. Infatti, a meno che tu non sia realmente interessato all’argomento e segua questi gruppi sui social e sul web, non verrai mai a conoscenza della possibilità di dare un contributo e fare la differenza semplicemente con un click.


TIME TO DETOX

“Dicono che puoi conoscere la tendenza della prossima stagione guardando il colore dei fiumi cinesi e messicani.”

Così esordisce la sezione del sito italiano di Greenpeace dedicata alla campagna Detox. Credo che tutti sappiano che le industrie tessili durante la lavorazione utilizzano diverse sostanze chimiche come ad esempio possono essere i coloranti, che oltre ad essere presenti negli indumenti indossati, si riversano nei fiumi vicini tramite gli scarichi delle fabbriche, andando a contaminare l’acqua, la stessa che viene utilizzata per l’irrigazione dei campi da raccolto o habitat di numerose specie di pesci e molluschi. Non è difficile immaginare quindi quanto facilmente quest’acqua contaminata venga a contatto con l’uomo, attraverso un processo a catena in cui gli accumuli nocivi aumentano sempre più. 
Il problema sta nel fatto che oltre ad inquinare l’ambiente con sostanze tossiche, risulta in pericolo anche la vita umana poiché alcune sostanze rilevate, come alchilfenoli e composti perfluorurati alterano il sistema ormonale dell’organismo umano, mentre altre ancora influiscono negativamente sul sistema riproduttivo! Inoltre molte di queste industrie producono capi d’abbigliamento per i bambini, e sapere che i propri figli si ritrovino addosso certe sostanze non è certo confortante!
Qui potete leggere il rapporto a proposito dei "Little Monsters", i Piccoli Mostri che risiedono appunto nei vestiti, un modo simpatico per introdurre l'argomento ai più piccini.

Manifestanti davanti ad un punto vendita Zara
E’ necessario agire a livello globale, e far sapere che è sufficiente una firma virtuale per contribuire al cambiamento: gli ultimi brand ad aver aderito alla campagna e revisionato i loro impianti sono stati H&M e ZARA, avendo ricevuto tale richiesta da oltre 300.000 persone, e solo la settimana scorsa, si è unito al gruppo anche il colosso Burberry. Una piccola vittoria, visto che rimangono ancora tanti altri marchi contaminati, tra cui Abercrombie & Fitch, Adidas, Bauer Hockey, Calvin Klein, Converse, Cortefiel, H&M, Lacoste, Li Ning, Meters/bonwe, Nike, Phillips-Van Heusen Corporation (PVH Corp), Puma e Youngor, e la raccolta di firme e consensi per la campagna Detox continua, potete contribuire a questo link diffondendo le ragioni della campagna e chiedendo alle aziende segnalate di disintossicarsi come già hanno fatto molti altri brand.

“Unisciti agli amanti del fashion, attivisti, modelli e designer per denunciare la dipendenza della moda dalle sostanze tossiche e chiedi di indossare dei vestiti che non distruggano il Pianeta.
Insieme possiamo farcela.”

28 gennaio 2014

LA STRAGE DI LUPI IN MAREMMA

Sono ancora tanti i temi di cui vorrei trattare e che vorrei divulgare, e in questi giorni grazie anche ai TG televisivi è saltata in primo piano la strage dei lupi in Maremma, che però non è solo un problema degli ultimi giorni bensì un vero problema che va avanti da mesi.


BREVE STORIA DEL LUPO IN ITALIA

La specie di lupo presente in Italia è il Canis Lupus Italicus, più semplicemente lupo appenninico, di taglia più piccola rispetto al lupo grigio, il classico Canis Lupus. Come esprime il nome stesso il suo habitat si trova prevalentemente lungo i rilievi appeninici e in parte sulle Alpi Occidentali.

Fino alla fine dell'800 il lupo ha vissuto in pace in queste regioni, ma dagli inizi del '900 ha iniziato ad essere cacciato e perseguitato dall'uomo: la situazione precipitò dopo la seconda guerra mondiale in modo talmente forte e spietato da determinarne la scomparsa in alcune zone e la drastica diminuzione su tutto l'Appennino. Negli anni '70 si toccarono i minimi storici della popolazione di lupi e venne fatta la prima vera rilevazione con metodologia per iniziare a tutelare la specie.

Negli anni successivi tra salite e ricadute (le persecuzioni contro i lupi non sono mai veramente cessate), la politica di conservazione e tutela si rivela efficace e il numero di lupi è cresciuto evitando il rischio di estinzione sebbene si trovi ancora in uno stato di vulnerabilità.


LE MINACCE PER LA SPECIE

Il maggiore pericolo per i nostri lupi sono sicuramente relativi al bracconaggio e all'avvelenamento, che in Italia avvengono soprattutto a causa della predazione di animali di allevamento quali ovini, bovini e pollai, sebbene questi rappresentino solo una minima parte dell'alimentazione del lupo: una recente ricerca condotta dalla Durham University insieme all'Università di Sassari proprio sui lupi dell'appenino toscano rivela che il pasto principale del carnivoro è rappresentato dagli ungulati della regione, quali cervidi e cinghiali, e non disdegnano nemmeno roditori o uccelli.

Un altro problema importante riguarda l'ibridazione della specie: il corredo genetico del lupo appenninico rischia di perdersi a causa dell'accoppiamento della specie con cani inselvatichiti che si sono presentati in modo maggiore negli ultimi anni. Inoltre se è vero che l'uccisione di un lupo rappresenta un atto illegale in quanto animale protetto da leggi nazionali ed europee, è altrettanto vero che gli ibridi cane-lupo non sono protetti e, anzi, andrebbero eliminati per preservare la genetica del vero lupo.

Fortunatamente esistono già progetti con l'obiettivo di contrastare la perdita del patrimonio genetico del lupo, tra i quali Ibriwolf, che si prepone l'obiettivo di eliminare la minaccia di ibridazione senza l'uccisione degli animali. A questo link sono consultabili gli obiettivi e i metodi di attuazione in collaborazione anche con l'UE.





Altro progetto redatto in ambito UE è Life-Wolfnet: si tratta soprattutto di sensibilizzazione didattico-educativa rivolta agli istituti scolastici "per contribuire ad aumentare la conoscenza della specie, rendere consapevoli della necessità di proteggere il lupo e di imparare una convivenza sostenibile con questo predatore". Da qui è possibile scaricare e leggere il depliant  del progetto.

LE POSSIBILI SOLUZIONI 

Tornando al problema sollevatosi ultimamente in Maremma, per contrastare l'uccisione dei lupi, le cui carcasse ormai vengono addirittura ostentate e messe in mostra (ricordo che si tratta di azioni assolutamente ILLEGALI oltre che deplorevoli), la proposta del presidente regionale di Coldiretti Toscana, riterrebbe opportuno confinare i lupi in aree protette; sebbene ciò rappresenti una volontà di risoluzione al problema non è una proposta attuabile, e in realtà assurda. Risponde testualmente il presidente di Legambiente Toscana e membro della segreteria nazionale di Legambiente:

"...I lupi, infatti, hanno bisogno di grandi areali e tendono a disperdersi sul territorio percorrendo lunghissime distanze; è quindi impossibile e velleitario pensare di rinchiuderli all’interno delle riserve naturali o nei parchi, in quanto semplicemente essi non sono zoo. E in quanto parchi conservano statutariamente la biodiversità in modo armonico, senza barriere e recinti di sorta”

WWF Italia propone un programma basato su 5 punti per la salvaguardia sia degli allevatori sia della popolazione di lupi, le cui parole chiave sono prevenzione e corretta gestione dell'allevamento.
Ecco il programma che ho reperito dal sito italiano WWF.

1)     Allevamenti: adozione capillare di strumenti anti-predazione

Incentivare le attività per la prevenzione del danno, con la promozione e l’adozione da parte degli allevamenti di quegli strumenti anti predazione sperimentati e più efficienti per quegli ambiti territoriali;

2)     Politica unitaria per gli indennizzi
Promuovere una politica degli indennizzi unitaria, che faciliti le procedure amministrative e dia certezza del diritto con la velocizzazione delle risposte ed indennizzi sicuri e tempestivi
3)      Monitoraggio e registrazione dei danni

Sviluppo coordinato del monitoraggio e registrazione puntuale dei danni al patrimonio zootecnico così da consentire in tempo reale di promuovere interventi concreti e che consentano di dare risposte agli allevatori per mitigare il danno
4)      Gestione del randagismo
Dare piena applicazione alle norme sul randagismo e la gestione dei propri animali domestici, favorendo il monitoraggio del rispetto delle norme di registrazione e dichiarazione dei propri animali e riducano drasticamente il fenomeno dei cani vaganti e randagi;
5)      Allontanare gli intrusi
 Dove accertato intervenire per cercare di rimuovere gli ibridi selvatici lupo cane che possono costituire una minaccia per il patrimonio zootecnico e prima di tutto minacciano la stessa conservazione del lupo.


Sicuramente non si tratta di un'integrazione semplice, dovuta anche all'immagine di animale malvagio e opportunista che alcuni allevatori ne danno, ma il lupo rappresenta un grande patrimonio faunistico per l'Italia e merita di essere preservato come qualsiasi specie animale.
Inoltre ribadisco che per difenderlo occorre avere conoscenze adeguate, fatto che non è assolutamente scontato, speriamo che progetti tra i quali quelli cui vi ho parlato prima possano sortire un buon effetto per il futuro.